Franco de Astis l'invitato di Johannes Rau
 
Da sindacalista a vignaiolo
 
 
A Kelsterbach, la cittá piú vicina all'areoporto di Francoforte, Franco de Astis, nativo di Ruvo di Puglia, é noto quasi piú del sindaco. Almeno cosí la pensano gli Italiani del posto. Vero é che Franco fa parte della sua cittá di elezione come la fabbrica piú grande del luogo, come il Meno che la lambisce e come l'areoporto che vi scarica le sue merci per tutta l'Europa. Al lavoro non é mai mancato, ma neppure alle grandi feste della cittá e dell'associazione famiglie.La sua grande soddisfazione é quella di produrre gli spaghetti all'aglio e olio piú saporiti dell'Assia. Lo sanno tutte le istituzioni, sindacato, chiese, comune. Ma non é per gli spaghetti che il DFe Astis é conosciuto nella zona. Al ricevimento del Presidente della repubblica per il nuovo anno, fine di gennaio, era presente fra i 12 stranieri invitati anche Franco de Astis, con il solito stressante tour de force. Presentazione al Presidente, colloquio con il ministro degli esteri Fischer e con il ministro del lavoro, Walter Riester, sul tema delle pensioni. A cosa é dovuto tanto onore? Franco vive in Kelsterbach da 36 anni. Come tanti connazionali giunti in Germania come emigrati lavoratori, a 18 anni era giá in fabbrica nella leggendaria "Glanzstoff Werk" della Enka, a produrre viscosa. Fino al 1970 si é impegnato oltre che nel lavoro anche nella propria formazione. Durante un lungo sciopero nel 1971 venne utilizzato dalla fabbrica per far da interprete ai connazionali. In quell'anno i sindacati pretesero il 12,8 % di aumenti e l'introduzione della tredicesima. Ci si accordó per un aumento del 9,8 % e la tredicesima intera entro 4 anni. Da quell'anno Franco in cominció a interessarsi di sindacato. Sguí i seminari sociali del sindacato e, nel 1975, fu eletto nel Betriebsrat della Enka. Nel 1978 succede come presidente del Consiglio dei lavoratori. Dal 1986 é membro del gruppo dei consiglieri dei lavoratori, della commissione tariffaria e del comitato per le pensioni nel settore chimico. L'anno scorso la fabbrica, ricca di tradizioni e di prospettive, é stata chiusa , mediante il solito meccnismo di ristrutturazione che non risparmia nessun angolo della vecchia economia. E cosí, dopo 36 anni di attiva presenza, pur essendo sindacalista, Franco de Astis si ritrova disoccupao a 54 anni. Questo é il destino di molti lavoratori italiani che hanno lavorato in fabbrica, senza speciaoli qualificazioni o in rami della produzione che sono stati trasferiti all'estero. Dietro i mazzi di rose e gli scenari ottimistici della nuova economia ci sono oggi molti lavoratori che hanno consumato gli anni migliori nel costruire le fortune di questo Paese ed ora sono all'impossibile ricerca di un nuovo lavoro. Per molti la perdita del lavoro dopo i 5o anni diventa e resta un capolinea. Franco de Astis ha messo in moto la sua fantasia per uscire dal tunnel della disoccupazione. Nei momenti migliori sogna di tornare a Ruvo a fare il coltivatore di vigne e olivi. A casa ci voleva tornare giá a 19 anni. Ed é ancora qui con la sua famiglia. Intanto si esercita nell'orticello ai margini del bosco. L'autunno scorso ha prodotto dal minivigneto 40 litri di vino, etichettandolo con il nome nostalgico di "Castel del Monte". Il castello preferito di Federico secondo, il "Tedesco" che non fu mai disoccupato in Puglia.
 
Corrado Mosna