CURIA GENERALIZIA

             CONGREGAZIONE DEI SACERDOTI

         DEL SACRO CUORE DI GESÙ                                                                  Roma, 4.11.2002

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Comunicato sul Congo – Zaire – N. 6/2002

 

 

Notizie sullo sviluppo della situazione a Mambasa

 

                Da fonti ufficiali e dai nostri confratelli abbiamo saputo che i combattimenti nella Provincia dell’Ituri si sono di nuovo concentrati nelle zone vicine a Mambasa. Il giovedì scorso, il 27.11.2002, le truppe di R. Lumbala hanno riconquistato Bafwasende e Mambasa. Così le forze di R. Lumbala e di J.P. Bemba controllano la gran parte dei centri abitati dell’Ituri. Il continuo via vai delle diverse truppe militari non sono altro che una sofferenza senza fine e senza speranza per la popolazione civile. La gente, dopo aver perso tutto, adesso è in fuga. La città di Mambasa è stata abbandonata. Si presume che sulla strada da Mambasa verso Beni (vedi la cartina) si muovono circa 17 000 di persone, tra loro p. Nereo Broccardo scj e fr. Sergio scj. P. Silvano Ruaro scj sta cercando di organizzare gli aiuti alimentari da Kampala.

Come si sa, non esistono più strade praticabili, allora l’unica via per portare gli aiuti è quella aerea. Non sappiamo come e che cosa i nostri Padri riusciranno ad organizzare, ma gli stiamo vicini e solidali nella loro lotta contro l’ingiustizia e nel loro sforzo umanitario di sostegno alla popolazione innocente.

 

Lo sfondo politico delle stragi

                Per capire perché le lotte in questa zona non finiscono, basta ricordare che in gioco sono le regioni con le immense risorse naturali, coltan, giacimenti di diamanti e di oro. La corrosione del potere della Repubblica Democratica Congolese ha aperto le possibilità di usurpazioni territoriali e di un indiscriminato abuso da parte degli stati vicini sia delle risorse naturali della RDC sia l’impunibilità nell’oppressione della gente. La conferenza di Pretoria, che il 15 novembre 2002 ha ripreso i suoi lavori concernenti un trattato di pace per la RDC, sta elaborando una proposta del governo transitorio, che entro due anni dovrebbe organizzare le elezioni democratiche. Si sta profilando la soluzione “1+4” che significa la formazione attorno all’attuale presidente Joseph Cabila, di un gruppo di 4 vicepresidenti. Il Comandante delle forze militari combattenti nell’Ituri, Roger Lumbala ha paura di non entrare nel gruppo dei quattro, e allora ha dichiarato: “Non riconosciamo assolutamente Kabila come presidente di un governo di transizione e rigettiamo completamente lo schema del 1+4.” (MISNA 29.11.02) Alla luce di tali dichiarazioni la speranza della pace rimane sempre all’oscuro.

 

Appello

                Già che non si è fatto niente per evitare la guerra, domandiamo con insistenza ai Governi Europei, all’ONU e agli altri organismi internazionali:

1.        un rapido intervento perché i profughi possano rientrare a Mambasa senza correre dei rischi delle rappresaglie;

2.        presenza a Mambasa dei rappresentanti dell’ONU, della Croce Rossa e di altri organismi che garantiscano la ripresa delle attività normali della popolazione e delle scuole;

3.        la realizzazione di una mediazione tra le frazioni militari in lotta per evitare il ripetersi di questi fatti;

4.        la promozione del rispetto degli accordi di pace già firmati e l’avvio del processo di democratizzazione;

Affidiamo a tutte le persone di buona volontà la giuste aspettative di questo martoriato popolo, la cui vita e dignità dipende dai paesi benestanti del Nord del mondo.

                Non possiamo rassegnarsi di fronte al male, specialmente se tocca ai nostri fratelli e sorelle sprovvisti di tutto, abbandonati dai potenti del mondo, dalle forze politiche e dalla stampa mondiale. Rinnoviamo il nostro appello dal 19 novembre 2002 e di nuovo invitiamo tutti i Mezzi di Comunicazione Sociale (stampa, TV, radio, internet), tutti gli Organismi di solidarietà, tutti gli uomini e donne di buona volontà per fare pressione sugli organismi internazionali, sui governi e sui leaders politici e sociali perché questi si adoperino a fermare la guerra e il genocidio del popolo congolese.

                Raccomandiamo il popolo Congolese, tutti i missionari e i volontari che lavorano per il bene dei loro fratelli più piccoli alla tutela del Cuore Misericordioso di Gesù e di Maria, Madre di tutti gli oppressi.

 

P. Ryszard Mis scj                                                                               P. Virginio D. Bressanelli scj

Consigliere Generale                                                                                         Superiore Generale